Prossimo incontro previsto giovedì 29 gennaio 2026 ore 17.30

Partecipazione libera ed aperta a tutti

 

“…Kundera ha detto una volta che aveva scritto Amori ridicoli «con maggior divertimento, con maggiore piacere» di tutti gli altri suoi libri, salvo Il valzer degli addii. Quel divertimento, quel piacere si trasmettono a ogni lettore, irresistibilmente, appena apre queste pagine. In sette racconti, composti in una forma chiusa e perfetta, piena di corrispondenze, Kundera lascia che si sfreni il suo estro vaudevillesco. Si tratta sempre di amore, in queste storie. Ma un amore a cui si accompagna ogni volta un altro elemento, la mistificazione, con effetto deflagrante. Il mondo, quale si presenta con aria di seriosa compostezza, va felicemente in pezzi sotto i nostri occhi, frantumato dalla duplice spinta dell’eros e della mistificazione. E l’essenza amorosa, nella sua leggerezza e nel suo pathos, si sprigiona finalmente, come liberata da una costrizione…”

Questo libro è dedicato a uno degli oggetti più strani, quasi inclassificabile, del cinema di Pasolini, “La rabbia” (1963), un film che scuote alle fondamenta la fisionomia estetica e politica del proprio tempo, riuscendo contemporaneamente a evocare un altro futuro e a ridisegnare la grammatica del cinema che verrà. Ma non è tutto: “La rabbia” rappresenta un tornante decisivo – ma non di rado sottovalutato – della stessa traiettoria pasoliniana, ricalibrando anche l’idea di cinema che fin lì il regista aveva frequentato. Sono allora due soprattutto le ragioni per interessarsi, ancora oggi, a un film come La rabbia: il primo, tutto interno all’opera del suo autore (scrittore, regista, poeta, critico e teorico del cinema); il secondo, invece, strettamente connesso alla capacità del film di sollevare problemi che interrogano tanto il mondo di cui racconta, quanto quello dei decenni successivi, sino a oggi.

 

Alessia Cervini è professoressa ordinaria di Cinema all’Università degli Studi di Palermo. Fra le sue ultime pubblicazioni: L’invenzione del cinema. Rappresentazione e grande guerra (Marsilio 2024), oltre alla cura di Il cinema del nuovo millennio. Geografie, forme, autori (Carocci, 2020) e de Il metodo (vol. I) di S.M. Ejzenstejn (Marsilio 2020). Fa parte del comitato scientifico della rivista K. Revue trans-européenne de philosophie et arts, oltre che del comitato direttivo della rivista “Fata Morgana”. Insieme D. Dottorini e A. Canadè, dirige la collana “Frontiere” per l’editore Pellegrini, insieme a G. Manzoli e C. Uva, dirige la serie “I film” della collana “Le bussole” per l’editore Carocci.  

 

Prossimo incontro previsto giovedì 27 novembre 2025 ore 17.30

Partecipazione libera ed aperta a tutti

 

"... A vent'anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, un generale e un cappellano dell'esercito italiano vengono incaricati di ritrovare i resti dei soldati italiani caduti in Albania. La solennità della missione si infrange contro le difficoltà determinate da un clima ostile, da una terra aspra e dalla fierezza di un popolo per il quale sembra che la guerra sia una condizione di vita. Quando il generale sarà pronto a riportare in patria la sua "armata morta" si renderà conto di aver esumato, insieme ai poveri resti, ostilità e rancori di un popolo che sembra conservare l'atavico gusto di uccidere e di farsi uccidere. La violenza grava sul destino degli uomini e la follia della guerra unisce vincitori e vinti nella medesima desolazione..."